{"id":5337,"date":"2026-03-17T10:50:00","date_gmt":"2026-03-17T09:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/coima.com\/it\/?post_type=insight&#038;p=5337"},"modified":"2026-06-24T17:11:50","modified_gmt":"2026-06-24T15:11:50","slug":"dall-emergenza-climatica-alla-trasformazione-urbana","status":"publish","type":"insight","link":"https:\/\/coima.com\/it\/urban-stories\/dall-emergenza-climatica-alla-trasformazione-urbana\/","title":{"rendered":"Dall\u2019emergenza climatica alla trasformazione urbana"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4732\">Nelle societ\u00e0 contemporanee l\u2019emergenza non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019eccezione: \u00e8 una condizione ordinaria. L\u2019emergenza inoltre non \u00e8 unica, ma molteplici emergenze differenti \u2013 perdita di biodiversit\u00e0, crisi climatica, migrazioni, pandemie, guerre, povert\u00e0 \u2013 si intrecciano, interagendo con effetti a cascata e assumendo un carattere cronico, che determina una generale condizione di policrisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e47bc\">In particolare la <strong>crisi climatica<\/strong> impatta sulle <strong>citt\u00e0<\/strong>, manifestandosi attraverso eventi estremi come le prolungate ondate di calore, aggravate dalla scarsit\u00e0 e frammentariet\u00e0 del verde, o le piogge intense, intercettate da suoli urbani altamente impermeabilizzati. A questi fattori, rappresentanti degli <em>hazard<\/em>, si associa una elevata vulnerabilit\u00e0 delle citt\u00e0, relativa tanto alla componente fisica di spazi, edifici e infrastrutture, quanto a quella sociale derivante da diseguaglianze e divari sempre pi\u00f9 marcati.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n                <div class=\"ensoul-columns-section relative w-full max-w-container-content mx-auto wp-block-ensoul-columns\" id=\"columns-9e4a70\">\n            <div class=\"ensoul-columns-block grid gap-x-columns gap-y-columns-y items-stretch grid-cols-1 md:grid-cols-2 w-full text-paragraph-base!  \" style=\"\">\n                \n\n<div class=\"ensoul-column-wrapper min-w-0 h-full text-paragraph-base! max-md:!w-full wp-block-ensoul-column\" id=\"column-9e4990\">\n    <div class=\"column flex min-w-0 break-words h-full flex-col justify-start items-stretch\" style=\"\">\n                    \n\n    <div class=\"image-section flex flex-col w-full  text-paragraph-base! wp-block-ensoul-image\" id=\"image-9e4852\">\n\n        <!-- Desktop Image -->\n    <figure class=\"relative !mr-auto w-full  origin-portrait max-md:hidden m-0 p-0\">\n                                <img decoding=\"async\"\n                width=\"1062\"\n                height=\"1063\"\n                src=\"https:\/\/coima.com\/app\/uploads\/2026\/05\/Maria_Vittoria_Arnetoli.jpg\"\n                alt=\"Image\"\n                data-title=\"Maria_Vittoria_Arnetoli\"\n                aria-describedby=\"image-9e4852-caption\"                loading=\"lazy\"\n                class=\"w-full object-cover \"\n                style=\"object-position: 50% 50%;\"\n            \/>\n        \n                    <figcaption id=\"image-9e4852-caption\" class=\"caption text-caption text-caption-text\">\n                Maria Vittoria Arnetoli, Ricercatrice presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze            <\/figcaption>\n            <\/figure>\n\n<!-- Mobile Image -->\n<figure class=\"relative !mr-auto w-full  origin-portrait md:hidden m-0 p-0\">\n            <img decoding=\"async\"\n        width=\"1062\"\n        height=\"1063\"\n        src=\"https:\/\/coima.com\/app\/uploads\/2026\/05\/Maria_Vittoria_Arnetoli.jpg\"\n        alt=\"Image\"\n        data-title=\"Dall\u2019emergenza climatica alla trasformazione urbana\"\n        aria-describedby=\"image-9e4852-caption\"        loading=\"lazy\"\n        class=\"w-full object-cover \"\n        style=\"object-position: 50% 50%;\"\n    \/>\n    \n            <figcaption id=\"image-9e4852-caption\" class=\"caption text-caption\">\n            Maria Vittoria Arnetoli, Ricercatrice presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze        <\/figcaption>\n        <\/figure>\n\n    <\/div>\n\n            <\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"ensoul-column-wrapper min-w-0 h-full text-paragraph-base! max-md:!w-full wp-block-ensoul-column\" id=\"column-9e4a49\">\n    <div class=\"column flex min-w-0 break-words h-full flex-col justify-start items-stretch gap-y-columns-y\" style=\"\">\n                    \n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e49d8\">Maria Vittoria Arnetoli, Ricercatrice presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4a0b\">\u201cA partire dalle esperienze maturate in Italia e in periodi di ricerca in Svezia e in Giappone, la prima considerazione da fare \u00e8 che, parlando del rapporto tra crisi climatica e citt\u00e0, \u00e8 necessario adottare un\u00a0<strong>approccio multi-hazard<\/strong>\u00a0che non isola i fattori di rischio ma li integra in una visione sistemica che connette Disaster Risk Reduction e Climate Change Adaptation. Per le discipline del progetto, questo significa integrare la\u00a0<strong>prevenzione delle emergenze<\/strong>\u00a0nel\u00a0<strong>progetto<\/strong>\u00a0alle diverse scale, cos\u00ec da garantire la sicurezza, la salute e l\u2019accessibilit\u00e0 degli spazi urbani\u201d.\u00a0<strong>Maria Vittoria Arnetoli<\/strong>, ricercatrice presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze, ci introduce subito al concetto di resilienza:\u00a0\u201cIl termine\u00a0<strong>resilienza<\/strong>\u00a0\u00e8 strettamente correlato al tipo di sistema &#8211; ingegneristico, ecosistemico, socio-ecologico &#8211; soggetto a perturbazione e alla volont\u00e0 di ripristinare la condizione di equilibrio precedente all\u2019evento. <\/p>\n\n            <\/div>\n<\/div>\n            <\/div>\n        <\/div>\n        \n    \n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4ac7\">Le citt\u00e0, intese come\u00a0<strong>sistemi socio-ecologici complessi<\/strong>, sono raramente in equilibrio n\u00e9 raggiungono una configurazione ideale e perfetta\u201d.\u00a0Per questo, in ambito urbano si adotta il principio del\u00a0<strong>bounce forward\u00a0piuttosto che di\u00a0bounce back<\/strong>. \u201cNon essendo auspicabile ripristinare l\u2019assetto pre-evento, per\u00a0<strong>citt\u00e0 resiliente<\/strong>\u00a0si intende una citt\u00e0 capace di cogliere la window of opportunity che si apre a seguito di un\u2019emergenza e organizzare il post-evento con l\u2019obiettivo di migliorare lo status pre-disastro\u201d. Orientare il progetto di rigenerazione urbana verso la costruzione di\u00a0<strong>capacit\u00e0 trasformative, adattive, responsive<\/strong>\u00a0richiede un cambio di paradigma, che per essere attuato necessita di nuovi modelli processuali, decisionali, programmatori, oltre che di strumenti operativi e indicatori di valutazione basati su dati scientifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4b27\">A scoprire questa dimensione ci accompagna\u00a0<strong>Giulia Guerri<\/strong>, ricercatrice presso l\u2019Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE):\u00a0\u201cIl nostro contributo a queste riflessioni \u00e8 il pi\u00f9 possibile concreto e basato su dati reali. Analizziamo dati satellitari che integriamo con altre informazioni di natura climatica, ambientale e relative alla copertura del suolo. A partire da queste basi sviluppiamo modelli microclimatici previsionali e scenari progettuali con l\u2019obiettivo di mitigare il fenomeno dell\u2019<strong>isola di calore urbana<\/strong>. Studiamo, ad esempio, la temperatura dell\u2019aria e delle superfici, insieme a specifici indicatori di stress termico outdoor. Il nostro obiettivo \u00e8 anticipare gli effetti e gli impatti che possono influire sulla vivibilit\u00e0 degli spazi urbani\u201d. \u00c8 un approccio che rende visibile ci\u00f2 che spesso resta implicito: la citt\u00e0 non \u00e8 un corpo uniforme, ma un mosaico di microclimi differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4b6b\"><em>\u201cE questa \u00e8 anche un po\u2019 la sfida del ricercatore\u201d, continua Guerri. \u201cNoi non produciamo solo dati scientifici, ma ci occupiamo anche di capire come questi dati possano tradursi in azioni e strumenti operativi a livello territoriale, integrandosi in modelli utili a migliorare la qualit\u00e0 della vita nei contesti urbani\u201d.<\/em> A dimostrarlo \u00e8 il progetto <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/mirificus.isprambiente.it\/home\/Homepage.html\"><strong>MIRIFICUS<\/strong><\/a><strong>, <\/strong>finanziato dall\u2019Agenzia Spaziale Italiana e coordinato dal CNR-IBE in collaborazione con ISPRA e altri partner istituzionali. Il progetto utilizza dati satellitari ad alta risoluzione provenienti da diverse missioni \u2013 tra cui Copernicus, Landsat, PRISMA e COSMO-SkyMed \u2013 per analizzare il fenomeno dell\u2019isola di calore urbana e monitorare nel tempo gli effetti degli interventi di riforestazione nelle citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4bc4\">\u201cCi occupiamo di mappare le aree pi\u00f9 critiche dal punto di vista termico, individuando dove il surriscaldamento urbano \u00e8 pi\u00f9 intenso\u201d, spiega Guerri. \u201cQueste informazioni vengono poi integrate in una piattaforma cartografica interattiva \u2013 un WebGIS \u2013 che permette alle pubbliche amministrazioni di consultare indicatori ambientali, mappe e dati utili per pianificare interventi mirati\u201d. Le analisi, che combinano temperatura superficiale, copertura del suolo, indice di vegetazione e altri indicatori microclimatici, vengono condotte a diverse scale: nazionale, sui capoluoghi di regione e, con maggiore dettaglio, su aree urbane specifiche come Roma e Firenze, dove il progetto valuta l\u2019efficacia degli interventi di riforestazione urbana prima e dopo la loro realizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4bfb\">\u201cL\u2019obiettivo \u00e8 fornire strumenti concreti a chi deve prendere decisioni sul territorio\u201d, aggiunge il ricercatore. \u201cSapere dove intervenire \u00e8 il primo passo, ma non \u00e8 sufficiente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4c2e\">Ed \u00e8 qui che la ricerca entra in una fase ancora pi\u00f9 delicata. Perch\u00e9 quando si passa dalla diagnosi alla cura, la domanda non \u00e8 soltanto dove intervenire, ma anche come farlo: non tutte le soluzioni sono equivalenti e alcune scelte, se non progettate con attenzione, possono produrre effetti inattesi sul microclima urbano e sulla vivibilit\u00e0 delle citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4c61\">Qui Arnetoli mette a fuoco una distinzione fondamentale tra soluzioni hard, che richiedono grandi investimenti e sono caratterizzate da rigidit\u00e0, scarsa flessibilit\u00e0 ed elevata sofisticazione, e soft, che danno priorit\u00e0 al capitale naturale, ad un approccio low-tech e community-based. \u201cLe soluzioni hard, tipicamente derivanti da un approccio specialistico e da modelli decisionali top-down, rispondono al problema con interventi di scala infrastrutturale: considerando ad esempio la gestione dell\u2019elemento acqua, in caso di pioggia intensa, se la realizzazione di grandi opere di contenimento risulta efficace nel gestire i picchi di piena, questo risulta rigido e separato dalla citt\u00e0, non apportando benefici alle comunit\u00e0 locali sul piano della qualit\u00e0 e della vivibilit\u00e0 degli spazi urbani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4c94\">Al contrario, continua, \u201cun approccio <em>soft, <\/em>seppur rivolto a gestire volumi pi\u00f9 ridotti, lavora perch\u00e9 l\u2019acqua venga gestita il pi\u00f9 possibile <em>in loco<\/em>: depavimentando, permeabilizzando, introducendo bacini umidi, <em>rain garden<\/em> o sistemi di raccolta, stoccaggio e riutilizzo delle acque meteoriche\u201d. In questo caso non si tratta solo di contenere l\u2019acqua, ma di ripensare il suolo urbano, la <strong>pelle della citt\u00e0<\/strong>, affinch\u00e9 assorba, rallenti e riutilizzi le piogge, integrando funzione idraulica, qualit\u00e0 ambientale e benessere nello spazio pubblico. Inoltre, come sperimentato nel progetto \u201cCode4Risk\u201d, vincitore del bando di Terza Missione dell\u2019ateneo fiorentino, il <strong><em>public engagement<\/em><\/strong> \u00e8 fondamentale, contribuendo attraverso attivit\u00e0 di <strong>co-creazione e co-costruzione di conoscenze<\/strong> a incrementare la <strong>consapevolezza<\/strong> rispetto a rischi, emergenze, resilienza e dunque a costruire una <strong>cultura del rischio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"button-container flex my-s md:my-s text-paragraph-base! w-full wp-block-ensoul-button\" id=\"button-9e4cf3\">\n        <a\n        href=\"https:\/\/coima.com\/it\/urban-stories\/rendere-contagiosa-la-rigenerazione-urbana\/\"\n        target=\"_blank\"\n        role=\"button\"\n            class=\"cursor-pointer group flex justify-center  gap-button items-center font-button text-button! hover:text-button-hover! text-button-font-size rounded-button bg-button-background hover:bg-button-background-hover p-padding-button border-button-width border-button-color [text-decoration:var(--decoration-button)]! hover:[text-decoration:var(--decoration-button-hover)]! transition-color duration-300 ease-in-out ens-btn ens-btn-primary w-full\"\n        data-wpml-string=\"button-label\"\n        data-wpml-string-link=\"true\"\n    >\n                    Leggi anche:\u00a0Rendere contagiosa la rigenerazione urbana                \n                <\/a>\n    <\/div>\n\n\n\n\n\n\n\n                <div class=\"ensoul-columns-section relative w-full max-w-container-content mx-auto wp-block-ensoul-columns\" id=\"columns-9e4ef5\">\n            <div class=\"ensoul-columns-block grid gap-x-columns gap-y-columns-y items-stretch grid-cols-1 md:grid-cols-2 w-full text-paragraph-base!  \" style=\"\">\n                \n\n<div class=\"ensoul-column-wrapper min-w-0 h-full text-paragraph-base! max-md:!w-full wp-block-ensoul-column\" id=\"column-9e4e30\">\n    <div class=\"column flex min-w-0 break-words h-full flex-col justify-start items-stretch\" style=\"\">\n                    \n\n    <div class=\"image-section flex flex-col w-full  text-paragraph-base! wp-block-ensoul-image\" id=\"image-9e4d59\">\n\n        <!-- Desktop Image -->\n    <figure class=\"relative !mr-auto w-full  origin-portrait max-md:hidden m-0 p-0\">\n                                <img decoding=\"async\"\n                width=\"700\"\n                height=\"757\"\n                src=\"https:\/\/coima.com\/app\/uploads\/2026\/03\/Guerri_foto.jpg\"\n                alt=\"Image\"\n                data-title=\"Guerri_foto\"\n                aria-describedby=\"image-9e4d59-caption\"                loading=\"lazy\"\n                class=\"w-full object-cover \"\n                style=\"object-position: 50% 50%;\"\n            \/>\n        \n                    <figcaption id=\"image-9e4d59-caption\" class=\"caption text-caption text-caption-text\">\n                Giulia Guerri, ricercatrice presso l\u2019Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche.            <\/figcaption>\n            <\/figure>\n\n<!-- Mobile Image -->\n<figure class=\"relative !mr-auto w-full  origin-portrait md:hidden m-0 p-0\">\n            <img decoding=\"async\"\n        width=\"700\"\n        height=\"757\"\n        src=\"https:\/\/coima.com\/app\/uploads\/2026\/03\/Guerri_foto.jpg\"\n        alt=\"Image\"\n        data-title=\"Dall\u2019emergenza climatica alla trasformazione urbana\"\n        aria-describedby=\"image-9e4d59-caption\"        loading=\"lazy\"\n        class=\"w-full object-cover \"\n        style=\"object-position: 50% 50%;\"\n    \/>\n    \n            <figcaption id=\"image-9e4d59-caption\" class=\"caption text-caption\">\n            Giulia Guerri, ricercatrice presso l\u2019Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche.        <\/figcaption>\n        <\/figure>\n\n    <\/div>\n\n            <\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"ensoul-column-wrapper min-w-0 h-full text-paragraph-base! max-md:!w-full wp-block-ensoul-column\" id=\"column-9e4ed6\">\n    <div class=\"column flex min-w-0 break-words h-full flex-col justify-start items-stretch gap-y-columns-y\" style=\"\">\n                    \n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4e6c\">A tal proposito, Giulia Guerri porta un riscontro molto concreto, legato a un lavoro in corso sul campo.\u00a0&#8220;Stiamo conducendo simulazioni proprio su spazi pubblici a Firenze, in collaborazione con la Fondazione Capellino e il Comune, per valutare l\u2019efficacia di diverse soluzioni progettuali su piazze, vie e strade carrabili, e altri spazi urbani. L\u2019idea \u00e8 confrontare scenari e capire, ex ante ed ex post, che cosa funziona davvero in termini microclimatici&#8221;.\u00a0l lavoro si inserisce nel progetto\u00a0<strong>Firenze Climate Change<\/strong>, un\u2019iniziativa sperimentale avviata nel 2023 che mira a progettare, realizzare e monitorare soluzioni nature-based capaci di mitigare gli effetti del cambiamento climatico nelle citt\u00e0, migliorando al tempo stesso biodiversit\u00e0 e qualit\u00e0 della vita dei cittadini. Nel capoluogo toscano sono state individuate diverse aree pilota che funzionano come un vero e proprio laboratorio urbano a cielo aperto. In questi spazi saranno sperimentate soluzioni progettuali e monitorati nel tempo i loro effetti su variabili come temperatura, qualit\u00e0 dell\u2019aria e biodiversit\u00e0, attraverso misurazioni sistematiche condotte prima e dopo gli interventi. L\u2019obiettivo \u00e8 costruire un modello scientificamente verificato che possa orientare le scelte di pianificazione urbana e diventare replicabile anche in altre citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4ead\">\u201cNon si tratta solo di piantare alberi o aggiungere verde urbano\u201d, sottolinea Guerri. \u201cIl punto \u00e8 misurare davvero gli effetti delle diverse soluzioni, per capire quali funzionano meglio nei diversi contesti urbani\u201d.<\/p>\n\n            <\/div>\n<\/div>\n            <\/div>\n        <\/div>\n        \n    \n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4f34\">Un approccio che \u00e8 parte integrante di casi studio gi\u00e0 maturi al di fuori del contesto italiano: \u201cCitt\u00e0 come Copenaghen, con il quartiere di Saint-Kjeld, e progetti e strategie di rigenerazione urbana adattiva di Rotterdam, Barcellona e Parigi\u201d, racconta Arnetoli, \u201csono ottimi esempi di contesti in cui l\u2019adattamento climatico \u00e8 diventato una priorit\u00e0 delle politiche urbane, un impegno strutturale e non un intervento episodico&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4f69\">Avvicinarsi alla quotidianit\u00e0 della vita in questi spazi permette di sottolineare come una citt\u00e0 resiliente debba anche essere capace di garantire la continuit\u00e0 delle attivit\u00e0, dei tempi di lavoro e delle condizioni di salute, con ricadute dirette sull\u2019efficienza complessiva di un\u2019area. \u201cQuesti aspetti sono centrali nel progetto nazionale Worklimate coordinato dal CNR-IBE e dall\u2019INAIL, che si occupa di studiare gli impatti delle temperature estreme sulla salute, sulla sicurezza e sulla produttivit\u00e0 nei contesti lavorativi. Il progetto integra dati climatici, epidemiologici e sugli infortuni per sviluppare strumenti operativi e sistemi di allerta utili alle imprese, consentendo di modulare le attivit\u00e0, pianificare pause e adottare misure, anche attraverso l\u2019ausilio di specifiche mappe di rischio\u201d, spiega Guerri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e4f9b\">Oggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile continuare a parlare di \u201cemergenza climatica\u201d come eventi isolati, eccezionali o dalla durata temporanea. Il cambiamento ha un carattere cronico e le citt\u00e0 dovranno imparare a convivere con nuove condizioni di fondo in un\u2019ottica di lungo periodo. \u201cUna pioggia torrenziale \u00e8 uno shock. Un\u2019ondata di calore \u00e8 uno stress, un evento che perdura per giorni, se non settimane. Ma se il contesto cambia stabilmente, allora anche strumenti operativi e modelli di governance devono mutare. In questa transizione culturale l\u2019Universit\u00e0 ha una grande responsabilit\u00e0 nel rendere la conoscenza aperta, condivisa, interrogabile, praticabile\u201d, sottolinea Maria Vittoria Arnetoli.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"button-container flex my-s md:my-s text-paragraph-base! w-full wp-block-ensoul-button\" id=\"button-9e4fcf\">\n        <a\n        href=\"https:\/\/coima.com\/it\/urban-stories\/combattere-climate-change-con-i-rain-gardens\/\"\n        target=\"_blank\"\n        role=\"button\"\n            class=\"cursor-pointer group flex justify-center  gap-button items-center font-button text-button! hover:text-button-hover! text-button-font-size rounded-button bg-button-background hover:bg-button-background-hover p-padding-button border-button-width border-button-color [text-decoration:var(--decoration-button)]! hover:[text-decoration:var(--decoration-button-hover)]! transition-color duration-300 ease-in-out ens-btn ens-btn-primary w-full\"\n        data-wpml-string=\"button-label\"\n        data-wpml-string-link=\"true\"\n    >\n                    Leggi anche:\u00a0Combattere il climate change con i Rain Gardens                \n                <\/a>\n    <\/div>\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e5012\">\u201cSviluppare e rendere disponibili strumenti operativi \u00e8 di fondamentale importanza\u201d, le fa eco Giulia Guerri. \u201cPer questo mettiamo a disposizione piattaforme open source, navigabili e consultabili da amministrazioni, architetti o aziende, che possono interrogare i dati, individuando le aree pi\u00f9 critiche, ad esempio dal punto di vista delle temperature\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e504b\">Guerri e Arnetoli indicano la stessa direzione: trasformare la resilienza da parola d\u2019ordine a pratica. Ed \u00e8 in questo passaggio \u2013 dalla reazione all\u2019anticipazione, dall\u2019evento allo scenario, dal singolo intervento alla strategia integrata \u2013 che la fragilit\u00e0 smette di essere solo un limite e diventa la <strong>leva per riprogettare e rigenerare le citt\u00e0<\/strong>, rendendole pi\u00f9 capaci di fronteggiare ci\u00f2 che non si pu\u00f2 prevedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"leading-line-height-paragraph tracking-paragraph font-paragraph max-w-container-paragraph text-left text-paragraph-sm! md:text-paragraph-base!\" id=\"paragraph-9e5089\">In questa stessa direzione si muove anche il lavoro sviluppato e dettagliato nel <strong>whitebook <\/strong><strong><em>Building Resilient Cities<\/em><\/strong> di COIMA e l\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia, che porta queste riflessioni su un terreno operativo, a scala urbana e immobiliare. Attraverso la mappatura morfo-climatologica, le valutazioni di rischio e vulnerabilit\u00e0 (CRVA) e l\u2019uso integrato di dati satellitari, indicatori microclimatici e informazioni socio-economiche, il report mostra come sia possibile tradurre la conoscenza del clima urbano in scelte molto concrete: dalla selezione dei siti meno esposti a caldo estremo e allagamenti, alla progettazione di quartieri che combinano soluzioni nature-based e infrastrutture \u201chard\u201d, fino alla gestione dinamica degli asset nel tempo. In altre parole, le piattaforme e i modelli descritti da Guerri e Arnetoli trovano nel caso di Milano \u2013 e nei casi studio come il quartiere di Portanuova e il complesso ad uso misto uffici e retail Pirelli 35 \u2013 un laboratorio reale in cui la resilienza smette di essere un concetto astratto e diventa criterio di progetto, di investimento e di governance urbana. \u00c8 esattamente in questo passaggio, dalla misura del rischio alla sua incorporazione strutturale nelle decisioni di sviluppo, che la fragilit\u00e0 delle citt\u00e0 contemporanee diventa l\u2019occasione per ripensarne la forma, le funzioni e le relazioni con chi le abita.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"button-container flex my-s md:my-s text-paragraph-base! w-full wp-block-ensoul-button\" id=\"button-9e50d0\">\n        <a\n        href=\"https:\/\/coima.com\/en\/sustainability\/disclosure\/building-resilient-cities\"\n        target=\"_blank\"\n        role=\"button\"\n            class=\"cursor-pointer group flex justify-center  gap-button items-center font-button text-button! hover:text-button-hover! text-button-font-size rounded-button bg-button-background hover:bg-button-background-hover p-padding-button border-button-width border-button-color [text-decoration:var(--decoration-button)]! hover:[text-decoration:var(--decoration-button-hover)]! transition-color duration-300 ease-in-out ens-btn ens-btn-primary w-full\"\n        data-wpml-string=\"button-label\"\n        data-wpml-string-link=\"true\"\n    >\n                    Leggi il Whitebook Building Resilient Cities                \n                <\/a>\n    <\/div>","protected":false},"featured_media":5338,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","newsletter":"0","immagine_archivio":"6581","sottotitolo":"Dal monitoraggio climatico alla progettazione urbana, per citt\u00e0 capaci di adattarsi. 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