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16/02/2026

FAIR PLAY: BAM e le Olimpiadi Invernali 2026

Un percorso condiviso tra natura, cultura e sport che porta i valori olimpici nel cuore della città.

“Ascolto delle comunità, delle istituzioni, ma anche di chi la città la vive e la attraversa ogni giorno. Questo è uno dei principi fondanti di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, progetto di Fondazione Riccardo Catella, un luogo nato per dialogare con coloro che lo vivono, vi passano del tempo o vi lavorano. FAIR PLAY ci sembra una delle realizzazioni più coerenti di questa visione: un’iniziativa che è un ritorno simbolico e concreto al cuore della città, quest’anno ispirata ai valori fondanti delle Olimpiadi e Paralimpiadi: inclusione, fratellanza, unione, rispetto e comprensione”. Francesca Colombo, Direttrice Generale Culturale di BAM, ci racconta in che modo uno spazio pubblico come la Biblioteca degli Alberi si è integrata con la kermesse olimpica per rafforzare il legame tra città e natura, benessere, sport, approfondendo le molte iniziative messe in campo a partire da settembre 2025 fino a giugno 2026.

Cittadini riuniti a BAM per BAM FAIR PLAY
Cittadini riuniti per condividere un pensiero sui valori fondanti delle Olimpiadi e Paralimpiadi.
Cittadini riuniti a BAM per BAM FAIR PLAY
Cittadini riuniti per condividere un pensiero sui valori fondanti delle Olimpiadi e Paralimpiadi.

BAM FAIR PLAY 25/26 è un programma che si inserisce nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e nel palinsesto Giochi della Cultura, ma che trova la propria cifra nel modo in cui BAM – Biblioteca degli Alberi Milano interpreta il ruolo della cultura nello spazio urbano: come pratica quotidiana, condivisa, accessibile.

“La regia di BAM FAIR PLAY 25/26 nasce da un ecosistema articolato di collaborazioni istituzionali e culturali, che prende forma in un viaggio di 70 tappe, reso possibile da 96 partnership attive e dal coinvolgimento di oltre 1.050 artisti”, dichiara Francesca Colombo.

FAIR PLAY non è un tema da raccontare, ma un’attitudine da praticare nell’ambito di una collaborazione con realtà culturali e soggetti del territorio che lavorano insieme verso un obiettivo comune, come avviene all’interno dell’Olimpiade Culturale promossa dalla Fondazione Milano Cortina 2026 e del palinsesto Giochi della Cultura realizzato con il contributo di Regione Lombardia.

Un modo per restituire allo sport il suo significato più profondo e, allo stesso tempo, per interrogare la città sul senso della partecipazione, del rispetto reciproco, della convivenza. “Un viaggio fatto di momenti multidisciplinari, installazioni artistiche e performance – musica, danza, teatro, circo contemporaneo – pensati per coinvolgere tutta la comunità”, racconta Colombo, “e per riscoprire il fair play non solo come regola sportiva, ma come filosofia di vita”.

Questa visione ha trovato una sua sintesi simbolica domenica 8 febbraio 2026 quando, dopo l’apertura dei Giochi Invernali, BAM si è trasformato in un luogo di accensione, di incontro, di racconto condiviso.

Al centro della giornata e dell’iniziativa si situa BAM Performative Land Art, curata da Francesca Colombo, l’installazione partecipativa che si è accesa dei colori olimpici e paralimpici e ha preso nuova vita grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scenografia della NABA e con il Museo Olimpico di Losanna. I cerchi Olimpici e gli Agitos – i simboli della kermesse paralimpica – tracciati sul prato, diventano dispositivi narrativi aperti: inviti a fermarsi, riflettere, lasciare un segno.

Cittadine e cittadini si sono riuniti per condividere un pensiero sui valori fondanti delle Olimpiadi e Paralimpiadi – fair play, fratellanza, pace, inclusione, rispetto, uguaglianza, solidarietà, ispirazione, determinazione, coraggio. Parole che nascono dall’esperienza personale e che confluiscono in un racconto collettivo. “Tutti i messaggi raccolti vengono simbolicamente “piantati” nel prato, come fiori specchiati”, racconta Colombo, “dando forma a una grande opera corale: un gesto poetico che custodisce le voci della città”.

Ad oggi sono già oltre 300 i pensieri raccolti: testimonianze che parlano di sport come spazio di relazione e crescita condivisa. “Tu, noi, tutti. Insieme”, “Senso di appartenenza, spirito di squadra, amicizia”, “Sfidarsi con se stessi e condividere con gli altri”. Frammenti che restituiscono allo sport la sua capacità più autentica: generare comunità.

BAM - Biblioteca degli Alberi Milano
BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, il polmone verde di Portanuova.
BAM - Biblioteca degli Alberi Milano
BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, il polmone verde di Portanuova.

“FAIR PLAY è un grande lavoro di squadra”, sottolinea Colombo, ricordando la rete di 96 realtà coinvolte – artisti, istituzioni locali e internazionali, Fondazione Milano Cortina 2026, Museo Olimpico di Losanna, Park Ambassador e partner. “Un percorso che accompagna il pubblico alla scoperta del vero significato del fair play: una filosofia di vita fondata su rispetto, correttezza e gentilezza”. Una visione che, come ricorda Colombo citando Dino Buzzati e le Olimpiadi di Cortina del 1956, riconosce nello sport una forma di poesia capace di parlare a tutti.

La giornata dell’8 febbraio non si esaurisce nel perimetro del parco. Grazie alla collaborazione con Triennale Milano, il racconto si amplia e si mette in movimento. Una passeggiata collega BAM al Palazzo dell’Arte, attraversando la città e alcune tappe della Promenade Olimpica, fino ad arrivare in Triennale, sede di Casa Italia, per una visita speciale alla mostra White Out – The Future of Winter Sports, dedicata a Olimpiadi e Paralimpiadi.

È un gesto semplice, ma carico di senso: costruire connessioni fisiche e simboliche tra istituzioni culturali, intrecciando natura, design, sport e visione urbana. Un modo per ribadire che il racconto olimpico non appartiene a un solo luogo, ma si diffonde attraverso la città.

Da questa stessa logica nasce il podcast FAIR PLAY. Undici episodi, uno per ciascun valore olimpico e paralimpico, commissionati a scrittori, filosofi, artisti, intellettuali e atleti, realizzato da BAM in collaborazione con Doppiozero. Un progetto che amplia lo sguardo e che trova nel suono un ulteriore strumento di accesso e inclusione. Gli episodi, letti dalle voci degli studenti di MALAGOLA – Scuola di vocalità, diventano anche un’esperienza fisica: undici tappe nel parco che danno forma al Sentiero Olimpico e Paralimpico, pensato per restare nel tempo.

“L’invito delle istituzioni e dei partner è stato fin da subito quello di lasciare una legacy”, racconta Colombo. “Non qualcosa che si esaurisca con l’evento, ma un’eredità concreta, fruibile, capace di accompagnare la città anche dopo i Giochi”.

Ed è forse qui che BAM FAIR PLAY trova il suo senso più profondo: non nel raccontare i valori olimpici, ma nel metterli in pratica, giorno dopo giorno, dentro la vita della città.

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Ascolto delle comunità, delle istituzioni, ma anche di chi la città la vive e la attraversa ogni giorno

La regia di BAM FAIR PLAY 25/26 nasce da un ecosistema articolato di collaborazioni istituzionali e culturali, che prende forma in un viaggio di 70 tappe, reso possibile da 96 partnership attive e dal coinvolgimento di oltre 1.050 artisti

L’invito delle istituzioni e dei partner è stato fin da subito quello di lasciare una legacy, non qualcosa che si esaurisca con l’evento, ma un’eredità concreta, fruibile, capace di accompagnare la città anche dopo i Giochi

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