“L’edilizia è sempre stata contraddistinta da una preponderante presenza maschile, anche quando altri settori che lo erano altrettanto – come, ad esempio, il mondo bancario o assicurativo – hanno iniziato a far leva su un numero sempre maggiore di donne. Così, nell’immaginario collettivo, il ruolo delle donne in un’impresa di costruzioni è sempre stato quello della segretaria o dell’impiegata”. Scardinare questo luogo comune, ci racconta Maria Greca Sollai, non è stato semplice nel nostro Paese: “Personalmente, è stato il periodo lavorativo che ho trascorso in Danimarca ad aiutarmi a capire come questa sia una tradizione che non dipende dal tipo di lavoro che si svolge: lì non ci sono complessità organizzative e barriere culturali che ostacolano l’ingresso delle donne nel settore delle costruzioni, sia come forza lavoro, sia dal punto di vista dirigenziale. Si tratta di una consuetudine che oggi, finalmente, stiamo superando anche in Italia grazie alla promozione della parità di genere e all’eliminazione di alcune persistenti barriere culturali”.
Le fa eco Solange Paola Giordano, che cita uno dei motivi di queste barriere culturali: “Le dure condizioni di lavoro che caratterizzano l’edilizia sono, a mio avviso, la ragione per cui per anni è stato considerato un settore prioritariamente maschile: tuttavia, l’evoluzione verso una maggiore meccanizzazione, la spinta all’innovazione e la propensione alla condivisione delle competenze permettono oggi alle donne di svolgere gli stessi compiti professionali di un uomo, con parità di diritti e opportunità”. E aggiunge: “Oggi la quota di donne che ricopre ruoli tecnici e strategici è notevolmente in crescita. C’è però ancora tanto da fare e spesso il sistema educativo non ci prepara per ricoprire ruoli operativi. E poi ci sono altri aspetti che andrebbero modificati: le attrezzature da cantiere, ad esempio, sono pensate per uomini, ma anche le scarpe da lavoro sono un problema per me. Il mercato deve dunque evolversi, adattarsi a una realtà più inclusiva”.
In questa trasformazione, un ruolo importante lo stanno giocando le aziende del settore, come Tecnostrutture e ICM, impegnate in alcuni dei più innovativi progetti del nostro Paese. La prima è un’azienda leader di mercato in Europa per la progettazione e la realizzazione di strutture composte in acciaio-calcestruzzo, mentre il secondo è un gruppo industriale che unisce diverse società attive nel mondo delle costruzioni. A entrambe va riconosciuto il merito di essere capaci di riconoscere il valore aggiunto che una maggiore inclusione può dare al Real Estate.
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“Sono molto d’accordo con quanto detto da Solange”, riprende Maria Greca. “Tecnostrutture, l’azienda che rappresento, è un esempio di società che investe nella formazione, nell’inclusività e nella parità di genere, dove le donne, con il loro contributo, contribuiscono significativamente alla crescita aziendale”.
“Anche in ICM si è affermato un approccio di questo tipo”, aggiunge Solange. “Ma non si tratta solo dell’effetto di una maggior inclusività, comunque lodevole, quanto del riconoscimento del valore aggiunto offerto dalle donne: siamo in grado di apportare importanti e innovative prospettive riguardo a ciò di cui si ha bisogno negli spazi che vengono costruiti, mettendoci un pizzico di sensibilità e di intuizione. Se dovessi indicare due caratteristiche femminili che fanno la differenza, direi il problem solving e la capacità di rendere più fluido il processo di collaborazione tra team interni”.

Maria Greca Sollai, Site Manager Tecnostrutture
Due carriere nell’edilizia che partono da lontano e che rappresentano molto bene il percorso seguito da molte donne che oggi svolgono ruoli di riferimento in aziende del settore. Come ci racconta Maria Greca Sollai, “la mia carriera professionale è iniziata circa quindici anni fa, subito dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Edile-Architettura e un master in Project Management. Da allora ho contribuito alla realizzazione di numerose opere infrastrutturali e civili sia in Italia, sia all’estero, e attualmente ricopro il ruolo di Site Manager in Tecnostrutture”.
“Ho studiato Architettura perché ero molto attratta dal mondo della progettazione”, risponde Solange Paola Giordano, “ma poi il mio incontro con questo mondo è stato un po' casuale. Inizialmente esercitavo la libera professione come architetto, finché nel 2014 mi sono avvicinata al mondo del General Contracting, lavorando prima in Mozambico per sette anni e poi in Svizzera per altri tre. Questo è il mio primo progetto in Italia. Il cambiamento è avvenuto quando mi sono resa conto che mi mancava l'esperienza diretta in cantiere. Così, ho deciso di esplorare questa dimensione e non l'ho più lasciata. Ora, come Production Manager in ICM, mi occupo della gestione del cantiere e del coordinamento delle figure operative per la Torre Ovest del progetto I Portali - Gioia 20 nel quartiere di Porta Nuova a Milano”.
In questo percorso, Maria Greca e Solange hanno dimostrato l’impatto che un management al femminile, anche e soprattutto in cantiere, può avere alla luce delle trasformazioni in corso nel mondo del Real Estate. “Dal mio punto di vista, nell’ambito dell’edilizia una maggiore responsabilizzazione della figura femminile può garantire risultati immediati”, sottolinea Maria Greca Sollai. “Per molto tempo si è ritenuto che il settore edile avesse come unico scopo la realizzazione di uno spazio costruito, ma oggi che il focus del nostro comparto si sta spostando sempre più verso la rigenerazione urbana e la sostenibilità ricopre un ruolo fondamentale, includere le donne nel management fornisce una nuova prospettiva su direttrici di sviluppo inaspettate fino a qualche anno fa e impossibili da gestire adottando un approccio tradizionale”.
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“Ritengo tu abbia centrato il punto, Maria Greca”, interviene Solange. “Aggiungerei che per farlo è però necessario essere capaci di difendere con sicurezza i propri valori, esprimendo le proprie idee nel rispetto di quelle altrui, e raggiungere gli obiettivi prefissati mantenendo una relazione positiva con gli altri. Per quanto mi riguarda, è stato fondamentale guadagnarmi la fiducia dei colleghi e dei lavoratori, e per farlo mi sono dimostrata sin da subito sempre disponibile a confrontarmi con loro, in modo che potessero capire che ero una loro alleata e che il mio ruolo è quello di risolvere i loro problemi, ponendo sempre al primo posto il loro benessere e la loro sicurezza. Così, una volta conquistato il loro rispetto, diventa tutto più facile e oggi non vedo differenze rispetto ai miei colleghi uomini. Per questo motivo, penso che la principale sfida che dobbiamo affrontare non sia portare le donne in cantiere, ma nel management delle aziende, facendo leva sulle nostre capacità di risoluzione di problemi, di analisi e di comunicazione. Lo ammettono anche i colleghi uomini”, sorride Solange: “quando al vertice c’è una donna, la gestione migliora”.

Solange Paola Giordano, Production Manager Gruppo ICM
“L’ultimo progetto in ordine temporale a cui Tecnostrutture ha lavorato in collaborazione con COIMA è il Villaggio Olimpico Milano Cortina 2026, che fa parte di una serie di interventi che rientrano nella riqualificazione dell’area dell’ex scalo di Porta Romana”. Aggiunge Maria Greca. “Si tratta della realizzazione di sei edifici da otto piani ciascuno, per un totale di 46.000 mq e 1.700 stanze. Un progetto particolarmente ambizioso, basato su una timeline di sviluppo molto stringente, perché la consegna dovrà avvenire con un certo anticipo rispetto all’evento. Proprio in relazione a queste scadenze, la tecnica della costruzione ‘offsite’ e l’approccio innovativo che i lavori hanno imboccato fin dall’inizio ci hanno permesso di raggiungere un risultato impossibile da ottenere con metodologie di tipo tradizionale”.
“Come ICM collaboriamo con COIMA su ‘I Portali - Gioia 20’: un progetto dello studio ACPV Architects, che riqualificherà notevolmente l’area, come dimostrato dalle certificazioni LEED Platinum e WELL Gold, oltre a quella WIRED”, interviene Solange Paola. “Sono particolarmente orgogliosa di lavorare nell’ambito di un progetto così innovativo, pensato per diventare il fulcro dei flussi che caratterizzano l’area di Porta Nuova, e posizionato in una posizione strategica tra le due principali stazioni della città, a due passi dal centro”.
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I percorsi professionali di Maria Greca e Solange dimostrano che un Real Estate al femminile non è solo possibile, ma è già una realtà di successo nel nostro Paese. Come ricorda ancora Sollai: “Sono convinta che la parità di genere sia possibile in qualunque ambito professionale in cui si operi e che, alla fine, ciò che è importante e che fa la differenza è il lavoro di squadra”.